Per il popolo di Israele la memoria del passato e delle proprie origini è un elemento caratterizzante la propria identità e il senso del propria condizione presente (Deut. 26:5-9). Allo stesso modo, anche per la Chiesa e per noi oggi è importante capire “chi siamo” e dare una risposta attraverso la Parola di Dio, ricordando che la nostra identità è il risultato di ciò che Gesù ha fatto sulla Terra molti anni fa (Giov 1:1-18). Tenere a mente questa realtà condiziona il nostro presente ma anche il nostro domani.
Nella lettera ai Romani Paolo pone enfasi sull’ ubbidienza della fede del credente, una fede genuina che fa di Cristo l’unico tesoro e che porta il cristiano a rinunciare a tutto ciò che ha, per fare la volontà del Signore. La vera fede produce ubbidienza e santificazione ed è quella che, anche nelle difficoltà, confida con gioia nel Padre e porta a dire “Dio, sia fatta la Tua volontà”.
I SEGNI DEL RITORNO DEL SIGNORE (PARTE 2) Oltre al segno dell’apostasia (ascolta lo studio precedente), altri segni che annunciano l’avvicinarsi del rapimento della Chiesa sono l’arrivo di tempi difficili, nei quali verrà meno il timore di Dio, l’insorgere di guerre, la diffusione di carestie e pestilenze, ma anche il verificarsi di tremendi terremoti. Questi sono tutti segnali quanto mai presenti nella società di oggi e per questo Dio invita la Chiesa, nell’ attesa del suo divino sposo, a tenere gli occhi fissi al Cielo e a svolgere il suo ruolo di testimone, avvisando le persone intorno a che Gesù è alle porte.
Le parole che Gesù rivolge ai suoi discepoli nel sermone sul monte (Matteo 5: 13-16) ”voi siete il sale della terra” e “luce del mondo” sono quanto mai attuali per tutti i credenti e per la chiesa di oggi. Il Sale e la luce sono due elementi quotidiani e ben conosciuti; utilizzandoli come paragone, Gesù ne mette in mostra alcune aspetti caratteristici che anche noi, come Figli di Dio, dovremmo avere e manifestare. Chiediamo a Lui la forza di essere una Chiesa capace di dare un impatto positivo sul mondo ed essere una testimonianza costante, capace di “far venire sete” di Dio agli altri.
Il proposito di Dio è sempre stato quello di stabilire con la sua creatura un’intima comunione: ciò è evidente fin nel giardino dell’ Eden ma soprattutto quando, dopo il peccato umano, ha provveduto a ristabilire tale comunicazione attraverso Cristo. Come credenti siamo chiamati a mantenere viva questa comunione nonostante gli ostacoli quotidiani che possono impedirlo. Essa deve portare frutti di lode nelle nostre vite e manifestarsi attraverso la comunione con i fratelli e la Chiesa. Per ogni credente la vera benedizione è proprio avere una comunione profonda con Dio.
(Trovi la seconda parte di questo messaggio il 22/08/2021)
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